Mettersi in cammino ed esplorare l'immensa complessità dell'io. Per anni ho guardato fuori dalla finestra del mio studio, pochi metri quadrati ma un orizzonte infinito.
Il coraggio è raccogliere la sfida di mettersi in cammino e trovare la propria identità e la propria esistenza più reale, agognate per anni nel chiuso di una stanza che è ventre protettivo ma è anche prigione. Talvolta mi sembra di essere imprigionato.
Quale crudele carceriere si può essere di sé stessi.
Un'intera vita a lottare contro le catene che impediscono di camminare e raggiungere i più vasti orizzonti.
Talvolta ci si sente condannati in un processo kafkiano le cui motivazioni sono oscure e incomprensibili.
La più dura battaglia di liberazione è quella contro ciò che non si comprende... e talvolta mi sembra di non riuscire a comprendere me stesso...
Allora lancio uno sguardo fuori dalla finestra, immaginando di riprendere il cammino verso il mio io più reale.
Sono stanco di attendere, infinitamente stanco di quest'attesa logorante. Ho voglia di agire, di sentirmi scorrere le emozioni nelle vene, di respirare la brezza della gioia, l'odore della libertà, riempirmi i polmoni della serenità della consapevolezza che la propria esistenza è satolla di vita e di gioia.
dai taccuini Moleskine,
giugno 2009







6 commenti:
Già...quanto è vero quello che dici :-).
E' la mancanza di coraggio che ci lascia radicati nella sterilità della nostra quotidianità.
Vivere la vita è la cosa più difficile al mondo, perchè dobbiamo confrontarci con noi stessi, con le nostre paure, con le nostre fragilità.
E così, ci accontentiamo di sopravvivere. Perchè??? Perchè abbandonarsi, lasciarsi travolgere dagli eventi è la cosa più semplice del mondo.
Vivere invece, è diverso. Richiede tanta forza, coraggio, energie.
Ti auguro di trovarla questa forza, perchè ne vale davvero la pena :-).
Ciao Fiorella! :) è così non bisogna accontentari di sopravviere e trovarsi un giorno a pensare che è stato tutto sprecato. Io ci provo tutti i giorni a sentire sul mio volto il dolce vento del"vivere" nell'accezione che anche tu dai alla parola. Talvota è faticoso ma alla fine penso che sia giusto così.
Ciao, grazie per il commento e spero che tornerai presto a visitare il blog :)
verso il mio io più reale...
bella questa frase.
a volte, come scultori, dobbiamo togliere materia che nel ns caso sono le paure, le ansie..per arrivare al ns vero io, vs cui tendiamo per tutta una vita...
grazie per il tuo ultimo commento.
i tuoi interventi sono sempre azzeccati e densi di ancoraggi culturali.
Ciao Sara. Il tuo post sul cammino era davvero stupendo e mi ha ispirato molto. L'idea del cammino come modo per ritrovare sé stessi e scoprire cosa è davvero importante nel mondo è ciò che, in qualche modo, anche io sto cercando di esprimere. A presto.
Scritto nell'anima.
Ciao.
Ciao, ti ringrazio molto per la visita e per il commento. A presto.
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